La cattedrale di Trani (conosciuta anche come duomo di Trani e, talvolta, come cattedrale di San Nicola Pellegrino) è la costruzione più prestigiosa della città pugliese. Si tratta di un esempio di architettura romanica pugliese. La sua costruzione è legata alle vicende di san Nicola Pellegrino, risalenti all'epoca della dominazione normanna.
Fu costruita usando la pietra di Trani, un materiale da costruzione tipico della zona: si tratta un tufo calcareo, estratto dalle cave della città, caratterizzato da un colore roseo chiarissimo, quasi bianco.
La chiesa si distingue per il suo vistoso transetto e per l'uso dell'arco a sesto acuto nel passaggio situato sotto il campanile, fenomeno non molto diffuso nell'architettura romanica.
Inserito nella lista delle "meraviglie italiane", [1] il tempio è sede della cattedra dell'arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie.
La tradizione vuole che Nicola il Pellegrino sia sbarcato a Trani nell'imminenza della morte,[2] dopo la quale sarebbero avvenuti svariati miracoli, sicché egli fu canonizzato, presumibilmente per suggerimento di Urbano II.[3]
Iniziata nel 1099, la chiesa fu edificata sulla base di quella più vecchia di Santa Maria, dove secondo la leggenda sarebbe morto il santo e fu dedicata alla Madonna Assunta,[2] mentre le reliquie di San Nicola sarebbero state sistemate nella parte inferiore della chiesa. La cattedrale fu poi consacrata prima ancora del completamento.
La fase decisiva della costruzione si ebbe presumibilmente tra il 1159 e il 1186, mentre verso il 1200 il completamento era da considerarsi raggiunto, eccezion fatta per il campanile.[4]
La costruzione, importante dal punto di vista urbanistico, vanta una posizione relativamente isolata rispetto agli edifici circostanti e si trova nelle immediate vicinanze della costa, con l'effetto di creare un chiaro punto di riferimento sia a chi la guardi dalla città sia a chi la guardi dal mare.
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